Negli ultimi tempi capita sempre più spesso di sentire parlare in tv, ma anche in radio o sul web, di infortuni sul lavoro.

Ma ti sei mai chiesto perché succedono gli infortuni sul lavoro e se sia possibile ridurli?

E soprattutto sai quanti infortuni succedono ogni giorno nel nostro paese?

 

Iniziamo con l’analizzare il fenomeno infortunistico.

Guarda l’immagine sotto con attenzione:

Si tratta della piramide degli eventi che ci mostra come un infortunio mortale sia la conseguenza di ben 500 OCCASIONI DI INFORTUNIO.

Cosa vuol dire? Semplicemente che in media ogni 500 occasioni di infortunio (ovvero potenziali infortuni) circa 50 diventano infortuni sul lavoro (il resto sono i famosi: mi è andata bene!)

Di questi 50 infortuni 10 provocano delle invalidità permanenti, mentre in un caso si arriva alla morte del lavoratore…

Ovviamente si tratta di dati statistici che rappresentano la media degli eventi. Infatti alcune volte la situazione è migliore, mentre altre volte il bilancio diventa ben più grave.

A questo dato va aggiunto che le morti per infortuni sul lavoro sono mediamente tre al giorno. Si, hai letto bene: 3 morti al giorno per cause di lavoro.

 

E lo so che stai pensando che non le senti tutte queste morti al tg… ma che vuoi? Al tg parlano solo delle morti che fanno notizia, di quelle eclatanti.

 

Ad ogni modo per capire fino in fondo di ciò di cui stiamo parlando ti riporto i dati riferiti al 2018:

– 645mila denunce di infortunio

– 409mila infortuni riconosciuti (di cui circa 78mila occorsi “fuori dell’azienda”, cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”)

– 1.218 infortuni mortali

Ora capisci bene che il fenomeno è ben più grave di quello che potrebbe sembrare. Infatti se anche una sola morte sul lavoro è inaccettabile 1218 morti solo nel 2018 sono una vera è propria tragedia, non solo per le famiglie delle vittime, ma per tutta la nazione in quanto rappresentano una vera e propria piaga sociale.

 

A questo punto, consapevole della portata del fenomeno infortunistico, sono sicuro che ti starai domandando come è possibile fermare questa vera e propria strage!

 

Sinceramente non so se si riuscirà mai a contrastare completamente il fenomeno, però sono sicuro che se tutti noi diamo il nostro contributo di sicuro la situazione non può che migliorare.

 

Allora oggi ti do il mio contributo!

Ti spiegherò quelle che sono le principali cause di infortunio e cosa possiamo fare per ridurli al minimo.

 

INIZIAMO!

 

Innanzitutto diciamo subito che ’infortunio è quasi sempre la conseguenza di un errore…

So che può suonare strano, ma ti assicuro che è proprio così.

Magari penserai: “che errore può aver mai commesso l’operaio che ha subito un infortunio su un mezzo difettoso? Semmai la colpa è del datore di lavoro che non ha fatto una adeguata manutenzione”

 

Bene, in parte è vero! Ma in parte la colpa è del lavoratore che avrebbe dovuto rifiutarsi di lavorare su di una macchina difettosa e segnalarlo al Datore di lavoro o al preposto.

Quindi vedi che partiamo sempre da un errore?

 

Ad ogni modo in generale l’errore è generato dal modo in cui viene percepita una situazione.
Possiamo schematizzare due livelli di percezione:

 

      1. LIVELLO ATTENZIONALE
      2. LIVELLO AUTOMATICO

 

Nel primo caso si rientra quando una mansione non è nota.

Quindi in maniera inconscia si tende a ricondurla ad una nota.

Questo comporta l’applicazione di modalità inadeguate alla nuova situazione e quindi viene a causarsi  l’errore che genera l’infortunio

Causa dell’errore è l’insufficiente informazione, formazione, esperienza.

Esempio: differenze nella disposizione e nella conseguente funzione dei comandi di 2 macchine affini, ma differenti

 

Nel secondo caso invece si rientra quando una mansione è nota, addirittura ripetitiva .

Quindi in queste situazioni cala il livello di attenzione e ci si convince che l’azione possa essere ripetuta abbassando, via via, il livello di prevenzione.

Esempio: Utilizzare una macchina utensile eliminando via via i ripari mobili e fissi perché il livello automatico fa rientrare la misura preventiva nel novero delle azioni inutili. Ciò porta alla svista (situazione non (più) vista)

 

Ma l’errore dipende anche dal carattere dell’individuo e dalla sua influenzabilità rispetto a modelli esistenti.

 

Cosa vuol dire questo?

 

Vuol dire che se il lavoratore è una persona poco sicura di sé tenderà ad imitare i comportamenti prevalenti dell’ambiente che la circonda. Anche i comportamenti sbagliati (Come non indossare i DPI sul cantiere ad esempio, ma anche non indossare la cintura di sicurezza, non staccare la corrente per cambiare una lampadina, ecc..)

 

In questi casi riveste una importanza fondamentale l’esempio che viene fornito dai superiori (preposti) e da tutti gli altri colleghi.

 

OK! Abbiamo chiarito che l’errore genera l’infortunio.

Ma come possiamo evitare gli errori?

 

Innanzitutto la conoscenza ci permette di evitare alcuni comportamenti sbagliati, e quindi una buona formazione, informazione ed addestramento possono contribuire molto positivamente alla riduzione del numero di infortuni.

 

Come si dice: se conosco un pericolo lo evito!

 

Altro fattore fondamentale è creare un ambiente di lavoro sicuro, ovvero un ambiente di lavoro confortevole in cui le macchine, le attrezzature, gli spazi di lavoro, ecc.. siano adeguati allo scopo, ben progettati, in adeguato stato di manutenzione ed utilizzati correttamente.

 

In pratica, è necessario che il datore di lavoro adotti sistemi d’intervento sul rischio basati sulla PREVENZIONE e PROTEZIONE, ovvero che si parta sempre da una buona Valutazione dei rischi (VDR) con la conseguente elaborazione del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi)

 

La valutazione dei rischi infatti consente ai datori di lavoro di adottare le misure necessarie per la protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori.

 

In cosa consiste la VDR?

 

Consiste in un esame sistematico di tutti gli aspetti dell’attività lavorativa, volto a stabilire:

 

Quindi per concludere possiamo affermare che:

 

 

Detto questo per oggi è tutto! Come sempre spero di esserti stato d’aiuto e aver chiarito questo tuo dubbio.

 

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